Una delle cose belle di vivere in campagna è che la neve è più bella che in città. Avrei tanto voluto farmi una tazza di te, sedermi vicino alla finestra e guardare il cielo.
E non importa se poi è stato tutto un macchinatrenometrolavoropensieri. Per un breve momento di questa mattina, tutto mi è sembrato leggero.
Happy knitting
Ciami
Visualizzazione post con etichetta casa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta casa. Mostra tutti i post
venerdì 23 febbraio 2018
lunedì 19 marzo 2012
living on my own
Tempo fa vivevo (quasi) da sola in una bellissima casettina fuori dal centro di Milano.
La adoravo, letteralmente. Mi piaceva imparare a sferruzzare su quel divano basso, preso in prestito dalla sorella di qualcuno. Amavo tornare a casa infreddolita dal lavoro, mollare lo scooter davanti al portone e salire quei tre piani di scale degli anni'30, aprire le vecchie porte a bussola, farmi un bagno caldo e tuffarmi a leggere nel piumone. A volte il piumone viveva di vita propria e mi ritrovavo a letto senza nemmeno sapere come ci ero arrivata.
Adoravo persino quel triste balconcino infestato dai piccioni affacciato sul trafficatissimo Lorenteggio. Ero così felice della mia vita che non mi importava nemmeno che alle ore cinque in punto (complici i serramenti più fini di una velina che non lasciavano nulla all'immaginazione) iniziassero le urla dei magazzinieri del Gigante che si lanciavano i carrelli pieni di roba urlandosi dietro frasi improponibili.
Era la mia vita perfetta. Mi svegliavo, facevo colazione, andavo al lavoro, tornavo a casa e mi impegnavo a fare tutto ciò che preferivo. Prendendo un solo tram arrivavo in piazza Duomo in massimo un quarto d'ora. Salutavo i miei vicini e loro salutavano me, come se fossi lì ormai da sempre.
Ad un certo punto però la cosa non è più stata economicamente sostenibile e alla veneranda età di circa quasi ventotto anni sono tornata alla casa paterna (che caritatevolmente ha ri-accolto al figliola prodiga), giurando che ci sarei stata il meno possibile. La crisi economica sembrava ormai in quasi archiviazione o così continuava a dirci sorridendo Mr. B. e la mia "fabbrichetta! iniziava la scalata verso il successo nel suo primo anno di vita.
Ora ho 31 anni, un mese, nove giorni e una manciata di ore. La nostra azienda ha compiuto i suoi tre anni, la crisi mondiale ancora non è stata archiviata e il nostro paese si prepara al primo anno di recessione.
E io, da buon calabrone, inizio a fare i calcoli per valutare la possibilità di andare finalmente (e definitivamente) a vivere da sola nella mia casetta sopra lo studio.
I calcoli non sono proprio felicissimi ma permettetemi di gioire. L'anno scorso non avrei nemmeno osato farli!
Forza Ciami
La adoravo, letteralmente. Mi piaceva imparare a sferruzzare su quel divano basso, preso in prestito dalla sorella di qualcuno. Amavo tornare a casa infreddolita dal lavoro, mollare lo scooter davanti al portone e salire quei tre piani di scale degli anni'30, aprire le vecchie porte a bussola, farmi un bagno caldo e tuffarmi a leggere nel piumone. A volte il piumone viveva di vita propria e mi ritrovavo a letto senza nemmeno sapere come ci ero arrivata.
Adoravo persino quel triste balconcino infestato dai piccioni affacciato sul trafficatissimo Lorenteggio. Ero così felice della mia vita che non mi importava nemmeno che alle ore cinque in punto (complici i serramenti più fini di una velina che non lasciavano nulla all'immaginazione) iniziassero le urla dei magazzinieri del Gigante che si lanciavano i carrelli pieni di roba urlandosi dietro frasi improponibili.
Era la mia vita perfetta. Mi svegliavo, facevo colazione, andavo al lavoro, tornavo a casa e mi impegnavo a fare tutto ciò che preferivo. Prendendo un solo tram arrivavo in piazza Duomo in massimo un quarto d'ora. Salutavo i miei vicini e loro salutavano me, come se fossi lì ormai da sempre.
Ad un certo punto però la cosa non è più stata economicamente sostenibile e alla veneranda età di circa quasi ventotto anni sono tornata alla casa paterna (che caritatevolmente ha ri-accolto al figliola prodiga), giurando che ci sarei stata il meno possibile. La crisi economica sembrava ormai in quasi archiviazione o così continuava a dirci sorridendo Mr. B. e la mia "fabbrichetta! iniziava la scalata verso il successo nel suo primo anno di vita.
Ora ho 31 anni, un mese, nove giorni e una manciata di ore. La nostra azienda ha compiuto i suoi tre anni, la crisi mondiale ancora non è stata archiviata e il nostro paese si prepara al primo anno di recessione.
E io, da buon calabrone, inizio a fare i calcoli per valutare la possibilità di andare finalmente (e definitivamente) a vivere da sola nella mia casetta sopra lo studio.
I calcoli non sono proprio felicissimi ma permettetemi di gioire. L'anno scorso non avrei nemmeno osato farli!
Forza Ciami
domenica 21 agosto 2011
A casa mia
Casa mia si trova al primo piano di una bella corte, la classica corte milanese un po' sgarrupata ma unica, con le porte verdi e l'intonaco bianco. Le porte sono quelle di una volta. Portoncino di legno e seconda porta a vetri, a doppia anta. Tra una e l'altra c'è uno zerbino e il porta ombrelli.
Ha una cucina all'ingresso, e proprio a sinistra della porta di entrata un armadio a muro che io uso come dispensa.
Di fronte c'è il soggiorno, con una portafinestra che dà su una ringhiera. Su questa ringhiera ci sono sempre dei fiori. La mattina, prima di fare colazione la apro per far entrare dell'aria fresca, mi affaccio e inizio a sentire i suoni della città che si sveglia.
In casa mia ci sono libri ovunque. Sono sparsi in giro ad aspettare che qualcuno li apra e inizi a leggerli. Non ci sono regole, qualche riga di qua, qualche riga di là.
Il bagno è molto vecchio, la casa è dei primi del novecento e ancora non è stata ristrutturata. Non c'è la doccia ma una vecchia vasca di ghisa. Quando sono molto stanca la riempio, mi ci tuffo e aspetto che il tempo passi. Aspetto che si raggrinziscano le dita, che l'acqua inizia ad intiempidirsi, poi esco avvolta in un asciugamano enorme, metto su un the e vado a sdraiarmi, profumata e felice.
Durante la settimana la sveglia suona alle sei, ma il sabato e la domenica no. La sveglia viene dimenticata e seguo solo gli orari del mio bioritmo. Capita che mi svegli alle sette e mezza come a mezzogiorno.
A casa mia non ci sono orari, mangio quando ho fame, dormo quando ho sonno. Anche lavare i piatti è un piacere in casa mia. Perché il lavandino è sotto la finestra ed entra sempre una bella luce. Non ho la lavastoviglie, ma non mi interessa. Lavo, sciaquo ed asciugo, lasciando andare i pensieri e mi sento sempre molto zen.
Mangio solitamente in circa due ore. Preparo, mi siedo comoda e mangio come fossi al ristorante, una portata poi l'altra senza fretta.
Mi vizio molto. Compro pesce fresco, capesante, buon vino.
Casa mia è sempre aperta per chi vuole venirmi a trovare. Alcune sere sono sola con la mia lana, altre circondata da amici. Sono queste le sere che preferisco. Ho sempre birra fresca in frigo e qualche cosina per uno spuntino veloce, e i miei amici lo sanno. Ci sediamo in soggiorno a ridere e a chiacchierare fino a notte fonda. L'aperitivo si trasforma in cena, la cena in dopocena. Se hanno bevuto troppo o non hanno voglia di tornare a casa, sanno che c'è sempre posto per loro.
Quando non so cosa fare preparo un dolce, o il pane. Mi piace usare il mio forno.
Quando sono sola mi piazzo sul divano a sferruzzare, nello stereo musica, o un audiolibro e rimando tutti i pensieri a dopo. Un dopo che è sempre molto generico, cinque minuti un'ora, due giorni... dipende. Siedo a sferruzzare, faccio una tisana, quando sono stanca lascio tutto dov'è, senza preoccuparmi di dover mettere in ordine. Poi vado a dormire.
Il sabato esco a camminare, vado al mercato a comprare frutta, verdura, pesce, torno e pulisco. Qualche sabato pulisco benissimo ogni angolo, perché mi viene la frenesia e non smetto fino a che non brilla tutto. Finché non è tutto in ordine, anche la mia testa. Poi soddisfatta mi preparo da mangiare. A volte invece faccio lo stretto indispensabile perché non è giornata. Quando sono a casa ogni tanto fingo di essere alle terme e allora mi coccolo con bagni, maschere, creme e cremine. A volte le cose belle sono più a portata di quello che potrebbero sembrare.
Non ho il telefono fisso, però ho un piccolo balcone, pieno di piante, con un tavolino per la colazione. Ho sempre vassoi e tovagliette coloratissime.
Come me vivono un cane e un gatto che mi fanno compagnia e mi amano.
Non ci sono urla in casa mia, solo tanta serenità. E' bella casa mia, mi fa sentire felice, non sono solo muri, è il mio modo di essere, il mio modo di vivere la vita.
Presto o tardi sarà davvero così, finiranno le urla, finiranno i sensi di colpa, le imposizioni, finirà l'aver timore di dire una parola di troppo, quella che farà scoppiare il casino che è scoppiato, per esempio, stasera. Non avrò bisogno di scappare per ritrovare il mio equilibrio, perché il mio equilibrio starà tra quelle quattro mura.
E allora potrò finalmente riposare.
Quando succederà siete tutte invitate.
Ha una cucina all'ingresso, e proprio a sinistra della porta di entrata un armadio a muro che io uso come dispensa.
Di fronte c'è il soggiorno, con una portafinestra che dà su una ringhiera. Su questa ringhiera ci sono sempre dei fiori. La mattina, prima di fare colazione la apro per far entrare dell'aria fresca, mi affaccio e inizio a sentire i suoni della città che si sveglia.
In casa mia ci sono libri ovunque. Sono sparsi in giro ad aspettare che qualcuno li apra e inizi a leggerli. Non ci sono regole, qualche riga di qua, qualche riga di là.
Il bagno è molto vecchio, la casa è dei primi del novecento e ancora non è stata ristrutturata. Non c'è la doccia ma una vecchia vasca di ghisa. Quando sono molto stanca la riempio, mi ci tuffo e aspetto che il tempo passi. Aspetto che si raggrinziscano le dita, che l'acqua inizia ad intiempidirsi, poi esco avvolta in un asciugamano enorme, metto su un the e vado a sdraiarmi, profumata e felice.
Durante la settimana la sveglia suona alle sei, ma il sabato e la domenica no. La sveglia viene dimenticata e seguo solo gli orari del mio bioritmo. Capita che mi svegli alle sette e mezza come a mezzogiorno.
A casa mia non ci sono orari, mangio quando ho fame, dormo quando ho sonno. Anche lavare i piatti è un piacere in casa mia. Perché il lavandino è sotto la finestra ed entra sempre una bella luce. Non ho la lavastoviglie, ma non mi interessa. Lavo, sciaquo ed asciugo, lasciando andare i pensieri e mi sento sempre molto zen.
Mangio solitamente in circa due ore. Preparo, mi siedo comoda e mangio come fossi al ristorante, una portata poi l'altra senza fretta.
Mi vizio molto. Compro pesce fresco, capesante, buon vino.
Casa mia è sempre aperta per chi vuole venirmi a trovare. Alcune sere sono sola con la mia lana, altre circondata da amici. Sono queste le sere che preferisco. Ho sempre birra fresca in frigo e qualche cosina per uno spuntino veloce, e i miei amici lo sanno. Ci sediamo in soggiorno a ridere e a chiacchierare fino a notte fonda. L'aperitivo si trasforma in cena, la cena in dopocena. Se hanno bevuto troppo o non hanno voglia di tornare a casa, sanno che c'è sempre posto per loro.
Quando non so cosa fare preparo un dolce, o il pane. Mi piace usare il mio forno.
Quando sono sola mi piazzo sul divano a sferruzzare, nello stereo musica, o un audiolibro e rimando tutti i pensieri a dopo. Un dopo che è sempre molto generico, cinque minuti un'ora, due giorni... dipende. Siedo a sferruzzare, faccio una tisana, quando sono stanca lascio tutto dov'è, senza preoccuparmi di dover mettere in ordine. Poi vado a dormire.
Il sabato esco a camminare, vado al mercato a comprare frutta, verdura, pesce, torno e pulisco. Qualche sabato pulisco benissimo ogni angolo, perché mi viene la frenesia e non smetto fino a che non brilla tutto. Finché non è tutto in ordine, anche la mia testa. Poi soddisfatta mi preparo da mangiare. A volte invece faccio lo stretto indispensabile perché non è giornata. Quando sono a casa ogni tanto fingo di essere alle terme e allora mi coccolo con bagni, maschere, creme e cremine. A volte le cose belle sono più a portata di quello che potrebbero sembrare.
Non ho il telefono fisso, però ho un piccolo balcone, pieno di piante, con un tavolino per la colazione. Ho sempre vassoi e tovagliette coloratissime.
Come me vivono un cane e un gatto che mi fanno compagnia e mi amano.
Non ci sono urla in casa mia, solo tanta serenità. E' bella casa mia, mi fa sentire felice, non sono solo muri, è il mio modo di essere, il mio modo di vivere la vita.
Presto o tardi sarà davvero così, finiranno le urla, finiranno i sensi di colpa, le imposizioni, finirà l'aver timore di dire una parola di troppo, quella che farà scoppiare il casino che è scoppiato, per esempio, stasera. Non avrò bisogno di scappare per ritrovare il mio equilibrio, perché il mio equilibrio starà tra quelle quattro mura.
E allora potrò finalmente riposare.
Quando succederà siete tutte invitate.
domenica 7 febbraio 2010
una nuova avventura
Alla veneranda età di 28 anni, 11 mesi, 27 giorni e una manciata di ore ho scoperto che la mia vita sta tutta in 6 scatoloni e 3 valigie. Compresi generi alimentari vari e suppellettili di ogni tipo.Tra scatoloni valigie e borse, tra roba da buttare e roba da tenere, seduta su un divano che presto non avrò più, guardando una casa che presto non sarà più mia sono davvero convinta che si stia per chiudere un epoca.Ogni cosa qui ha dei ricordi, quasi tutti felici. Questa casa ha visto nascere crescere e poi andarsene l'amore con una persona importante, ha visto colazioni tra le risate, serate a cercare di capire come andare avanti, domeniche ad imparare a sferruzzare, esperimenti culinari... tanto sushi.
Non posso non chiedermi cosa ne sarà di me ora, con un velo di tristezza per questa casa che ho amato tanto e che ho sentito davvero mia, ma soprattutto con moltissima eccitazione su cosa mi riserverà il futuro perché a 28 anni 11 mesi 27 giorni e un po' meno minuti di prima, ancora una volta la mia vita è cambiata e ancora non so come.
Tra una settimana inizia una nuova avventura, certo, probabilmente Brunetta non sarebbe fiero di me, ma alla fine io sono più alta, che me frega?! :)
T2K
Iscriviti a:
Post (Atom)
